Rivolgersi ad un professionista

Con alcune limitazioni che variano da regione a regione, è possibile rivolgersi ai professionisti dei SERT solo per la dipendenze da sostanze e il Gioco d’Azzardo Patologico. Per altre problematiche simili ci si può rivolgere a professionisti privati, medici o psicologi. In questi casi sarebbe utile chiedere al terapeuta, come è nostro diritto, quali qualifiche professionali abbia per trattare il nostro disturbo, per quanto tempo durerà il programma, quali risultati ci possiamo aspettare e quanto ci costerà. Occorre anche accertarsi che il terapeuta ricordi di rilasciare la ricevuta fiscale non solo perché è detraibile dalle tasse ma anche perché lascia perplessi l’affidabilità deontologica di un professionista che dimentica di pagare le tasse. Naturalmente questo non significa che il professionista a cui ci siamo rivolti possa impegnarsi in maniera rigida a produrre un certo risultato. Tuttavia, a nostro giudizio, risposte troppo vaghe, oltre a non essere deontologicamente corrette, dovrebbero farci considerare l’ipotesi di sentire un secondo parere. E’ anche importante ricordare che, in alcuni casi, i comportamenti di cui parliamo possono essere il sintomo di un disturbo mentale perfettamente curabile (come il disturbo bipolare) o, anche di malattie organiche (come i disturbi della tiroide) o, addirittura, effetti collaterali di farmaci assunti per altre malattie (come il morbo di Parkinson). Per un orientamento in questo senso il consiglio migliore è certamente quello di consultare, in primo luogo, il proprio medico di base, l’unico che ha le competenze per valutare complessivamente il vostro stato di salute.